Foto e ricordi di Fausto Zanolini, grande appassionato di basket e memoria della squadra budriese.

Nella Pallacanestro Budrio, oltre che giocatore, Fausto è stato allenatore e dirigente e ha raccolto le foto delle generazioni di giovani appassionati che ne hanno fatto la storia.

In collaborazione con la rivista web “Sotto Quirico”.

I Pionieri della Pallacanestro Budrio

Sorta nel lontano 1934 la Pallacanestro Budrio è una delle più antiche e gloriose società cestistiche della provincia: è nata in clima pionieristico, sostenuto solo dall’entusiasmo e dalla volontà di giocatori e dirigenti che pagavano spesso di tasca propria le maglie, le trasferte e le multe.  Teatri di gara erano il prato del campo sportivo, quindi il ruvido va pavé della piazza Filopanti, più tardi il campo bitumato dello stadio e infine quello in cemento di via Roma.

Chi non ricorda gli vari scontri con la Virtus Bologna e la parrocchia di Santa Lucia, le botte di Zagari, Parenti, Rizzi,, Brazzi, le arroventate contese con i tradizionali avversari del San Mamolo, del Morini, del Sant’Agostino, del Dopolavoro Ferroviario e dell’Imola? Chi non ha ancora viva nella mente le splendide affermazioni dell’ASSI Budrio ottenute grazie alle “meline” esasperanti di Guidi e compagni, ai piazzati di “Macagna“, ai prepotenti taglia fuori di Codicè, alle evoluzioni eccezionali per quei tempi, di “Grana” Melloni, nonché all’esperienza e alla sagacia di “Capitan”  Bovoli.

Nel 1949 nasceva «Palla al cesto»

n un fumoso caffè (da Gasperini) attorno a un biliardo impolverato dai calcinacci cadenti del vecchio locale, alcuni giovani budriesi purosangue presero la storica decisione di formare una squadra di “Palla al Cesto”: Questi ragazzi avevano all’incirca vent’anni e si chiamavano Cesare Melloni, Gianni Bovoli, Ottavio Poggi, Silvito Maccagnani, Alfonso Cocchi, Angelo Brazzi, Romano Codicè, Gianni Guidi, Ethel Marzadori, Vincenzo Marchesini, Brenno Ansaloni.

Era il lontano 1949 e questa timida iniziativa diede origine alla Società Pallacanestro Budrio.

I mezzi e le possibilità erano scarsissime ma i nostri pionieri cestisti non si arresero, tanto era l’entusiasmo che li accompagnava, ad aiutarli c’era però una certa diffusione della Pallacanestro in Italia, per cui tanti altri giovani si avviarono a questo bellissimo sport.

Sulle piazzette del paese gentilmente concesse dal Comune e sul campo in terra battuta dello stadio comunale furono eretti traballanti canestri con lunghe reti. Gli allenamenti non avevano orari e si svolgevano in qualunque condizione meteorologica, ma le presenze e gli entusiasmi degli apprendisti atleti non venivano smorzati né dal freddo invernale, né dal cocente caldo estivo.

I primi risultati tecnici si ebbero nell’annata 1954-55, quando la squadra dei nostri pionieri vinse il primo titolo nel Campionato di Prima Divisione sul campo in terra battuta dello stadio comunale.

Nella foto, il primo campionato ufficiale giocato dai ragazzi in prima fila. Da sinistra, Melloni, Bovoli, Poggi, Maccagnani, Brazzi, Codicè e Guidi
Sotto, 1949, piazza Filopanti. Momenti del derby contro il Medicina, che si concluse con la vittoria della squadra budriese

L’ Assi Budrio comincia a distinguersi

La squadra dei pionieri budriesi, alla sua seconda generazione, ha già cambiato nome in Assi Budrio, sponsorizzata con pochi spiccioli dal Partito Socialista di Budrio.

Di soldi ne giravano pochi e la squadra si doveva arrangiare alla bene e meglio. Gianni Bovoli, era il factotum: faceva il dirigente della squadra, l’allenatore e il giocatore. In attacco era molto forte Gianni Guidi, mentre in difesa – con una mole da lottatore romano – predominava “Rumanòn”, ovvero Romano Codicè. Silvito Maccagnani e “Ninni” Melloni erano molto centrati nel possesso di palla e nel costruire occasioni in attacco per portare la squadra a segnare un canestro.

Quando poi la squadra doveva andare in trasferta – stiamo parlando di distanze brevi come Porretta Terme, con andata e ritorno in giornata – non ci si poteva certo permettere un pulmino e la squadra noleggiava un’auto alla Scuola Guida Massarenti. In sei o sette salivano accalcandosi sul sedile posteriore e, la sera, quando restituivano l’auto, lasciavano un “pagherò” perché nemmeno facendo la colletta riuscivano a racimolare la cifra del noleggio.

In squadra anche Claudio Bottazzi, detto “al còcc”, che poi diventerà uno dei tre creatori della Pallacanestro Budrio, nonché allenatore storico della società.

Era una squadra molto motivata, considerati i campi difficili e gli scarsi – per non dire nulli – mezzi economici. La passione per il gioco, il  fare squadra insieme erano la molla che trasformava la fatica in divertimento, la competizione in lotta per la vittoria che ripagava di ogni sforzo. E le soddisfazioni arrivarono nell’annata 1954-55, col  primo titolo nel campionato di prima divisione vinto in un’area in terra battuta dello Stadio ricavata vicino alla porta del campo da calcio, dove si giocava anche a tennis.

La vittoria si ripeté per altre tre volte consecutive, in Piazza Filopanti. Ogni volta era un andirivieni dei giocatori per spostare i canestri di legno dallo stadio alla piazza e viceversa, a seconda di dove si giocava. La stessa cosa con i tabelloni per segnare il punteggio. I ragazzi della squadra per trasportare questi pesanti aggeggi si aiutavano con le biciclette da donna, che fungevano come mezzo da carico.

Bisognerà aspettare il 1961 per veder nascere una squadra giovanile dalle cui fila uscirà il giocatore più rappresentativo che Budrio basket abbia mai avuto: Ettore Zuccheri, alfiere per un decennio della Virtus Bologna, Militante serie A, per 22 volte Nazionale, nonché campioni europeo juniores 1965.

Nella foto in evidenza, a destra, in posa hollywoodiana, c’è Medardo Capitani. Non era  un giocatore ma faceva da mascotte alla squadra e l’accompagnava anche nelle trasferte.

Dalla San Lorenzo alla Cervellati-Budrio

Siamo arrivati alla terza generazione. Nel 61  la squadra partecipa al campionato FIP juniores col nome di «San Lorenzo Budrio», dal nome del suo “sponsor”, ovvero la parrocchia di San Lorenzo.

Formazione: Marzadori, Zanolini, Dafiume, Dall’Olio, Federici, Cocchi, Testi, Marsigli, Montanari, Marisaldi.

Allenatori: Ettore Zuccheri e Claudio Bottazzi

Direttore Sportivo Padre Ivo, che poi andrà a fare il missionario in Brasile.

Ettore Zuccheri era già entrato nel vivaio virtussino, come punto di forza della Candy, dove, a soli ventitré anni gli perfezionarono lo stile e la tecnica facendone uno dei migliori giocatori italiani.

«Ma Zuccheri – come recita un giornale sportivo dell’epoca – resta di Budrio e per sdebitarsi in un certo senso col paesino che gli ha dato i natali  cestistici, funge, a tempo perso, d’allenatore per la squadra locale, una squadra che partecipa con successo al campionato di prima divisione e che di colpo ha ridestato sul posto un’ondata di genuino entusiasmo».

Sono gli anni 64-65 e la squadra balzata in prima divisione ha cambiato nome in Cervellati-Budrio, perché ha un nuovo sponsor: Cervellati Elettrodomestici e una nuova palestra comunale fatta costruire apposta dal CONI. L’inaugurazione della palestra, unica nella zona, fu un evento memorabile in quanto per la Società iniziava una nuova era di sviluppo e di organizzazione. Il nuovo impianto, attrezzato e funzionale, era stato voluto dall’Amministrazione Comunale, che vedeva in questa pratica sportiva quello sviluppo futuro che il basket si guadagnò sul territorio.

Ecco la Formazione: Parenti, Marzadori, Testi, Dall’Olio, Federici, Diolaiti, Buriani, Codicè, Zanolini, Marsigli.

15 luglio ’64: con il numero 289 la Pallacanestro Budrio è iscritta alla FIP

Il 15 luglio 1964 è una data molto importante per il futuro della pallacanestro locale: con il numero 289 la nuova Società Pallacanestro Budrio viene affiliata alla FIP (Federazione Italiana Pallacanestro).

I dirigenti sono: Claudio Bottazzi, primo Presidente e primo allenatore; Cesare Veroli, vice Presidente e Dirigente organizzativo e Adriano Zanolini, dirigente amministrativo.

Nello stesso anno la squadra di Prima Divisione partecipa al campionato regionale di promozione e si classifica a secondo posto. Ma la Cervellati-Budrio è ormai lanciata verso un futuro luminoso e l’anno dopo vince il campionato di prima divisione e le successive qualificazioni per accedere alla promozione.

Inoltre si preparano le basi per formare un vivaio giovanile e si costituisce una squadra di mini basket per il trofeo regionale Coca-Cola. La squadra del mini basket sarà allenata da un allenatore di eccezione Ettore Zuccheri.

Zuccheri ha trovato rispondenza nello spirito e nella passione dei ragazzi, puntualmente chiamati a due lezioni settimanali nella nuovissima e ben attrezzata palestra comunale. L’istruttore in capo Giancarlo Federici coadiuvato dal ragionier Giuseppe Dalfiumee da Guido Vecchi tutti giocatori militanti nelle file della Pallacanestro Cervellati di Budrio.

Per divertire i ragazzi vengono disputati ogni tanto degli incontri con la Robur di Ravenna, con la città dei ragazzi di Modena e con la squadra di Molinella. Capitano della squadra è il tredicenne Paolo Giordani, un promettente ragazzo fisicamente dotato. Vicecapitano è Ferruccio Zandegiacomo, 10 anni, che viene definito dal «palleggio facile».

Nella foto la sessione del 1967 del minibasket di Budrio sul parquet del palazzo dello sport di Bologna.

Anno 66-67, la squadra continua a crescere!

La squadra Cervellati-Budrio continua ad allenarsi e nell’anno 1966-67 partecipa per la prima volta al campionato Regionale di Promozione, classificandosi al secondo posto, con la seguente formazione:

Ettore Zuccheri e Claudio Bottazzi, allenatori. In campo, da sinistra (in piedi): Dall’Olio, Codicè, Federici, Diolaiti, Buriani, Testi. In ginocchio: Parenti, Zanolini, Marcatori, Marsigli.

Campionato ’68-69: la Trattoria 5 ocarine è il nuovo sponsor

Nel campionato regionale 68-69, la Pallacanestro Budrio ha un nuovo sponsor ufficiale: la Trattoria 5 ocarine. La squadra è ben amalgamata: spiccano la vitalità e la tecnica del play-maker Zanolini (che in passato ha giocato in serie B con la Fortitudo Bologna e le Forze Armate di Roma). Nella squadra è entrato anche un giocatore americano, Waibel John, che ha la prestanza fisica del Pivot. Poi c’è Dal Fiume, cecchino della squadra e Parenti, il “cervello della squadra”.

I rialzisti Federici, Buriani e Diolaiti danno un apporto determinante per l’esito delle partite. E poi ci sono altri validi rincalzi: Vecchi, Corsini, Cocchi e Dall’Olio, che contribuiscono al successo della squadra.

Memorabile la vittoria al «palazzetto» di Budrio contro la Candy-Bologna. Quest’ultima, destinata a dominare il campionato di promozione, viene umiliata dal quintetto delle «furie rosse». Nella stampa locale dell’epoca si legge:

«La vittoria prestigiosa ottenuta sui petroniani guidati da Serafini consacrò definitivamente agli onori della cronaca la formazione budriese e la impose  all’attenzione di tutti come la squadra da battere».

Il torneo si concluderà con la vittoria della squadra budriese. Romano Bisognin, titolare della Trattoria 5 ocarine,  abituato ad ospitare i giocatori affamati ogni lunedì che segue la vittoria nel suo bellissimo ristorante immerso nella campagna di Vigorso, per l’occasione inviterà ad animare i festeggiamenti Andrea Mingardi e la sua orchestra.

1968-69, un anno vissuto pericolosamente

Restiamo ancora sul campionato 1968-69, un’annata straordinaria seguita dal grande appassionato budriese Pietro Biavati, nel ruolo di cronista sulla stampa locale di allora.

Così descrive la squadra nel volgere del termine del girone:

«Tra le squadre protagoniste del campionato regionale di promozione è d’obbligo includere la compagine budriese che sotto il nome di «Trattoria delle 5 Ocarine » sta conducendo la classifica al termine del girone, d’andata. Le qualità migliori fino a questo momento presentate sono una esecuzione da manuale del contropiede, una invidiabile tecnica individuale ed una difesa ermetica, difficilmente superabile.

Se a ciò si aggiunge la competenza dell’allenatore Bottazzi, il caldo incitamento e la passione con cui sono seguite le vicende della squadra da parte del suo pubblico, possiamo ritenere svelati i segreti dei successi sin qui conseguiti.

Ma la caratteristica più apprezzata in questi ragazzi, quasi tutti del luogo, è la loro coesione e la caparbia tenacia con cui perseguono il risultato utile, fino all’ultimo secondo di gara.

Da notare come in questo clima di squadra si sia immediatamente inserito uno studente in medicina di nazionalità americana che si è dimostrato pedina fondamentale della squadra, sia sul piano tecnico che agonistico.

Per concludere esistono tutte le premesse necessarie per raggiungere l’ambita meta della promozione alla serie superiore (diritto già acquisito la passata stagione e non esercitato per dar corso ad un anno di assestamento generale), ed è questo l’augurio che veramente merita la Pallacanestro Budrio».

Dopo una vittoria contro i “Cuccioli di Forlì” fuori sede, la squadra, nella giornata di domenica 2 marzo ’69, si svolge la partita di primato contro la Candy, al Palazzetto dello Sport di Bologna. Mancano Dalfiume infortunato a un ginocchio e Parenti partito per il servizio militare.

È lo stesso Pietro Biavati a raccontarci  in un articolo la vittoria di questo girone A e quella finale:

«Incontro di cartello è stato giocato domenica 20 aprile sul campo deI palazzetto dello sport di Corticella. Di fronte « Candy Bologna » e « Trattoria 5 Ocarine» di Budrio, per lo spareggio e la vittoria del girone A nel campionato di promozione di pallacanestro.

Incerto il pronostico in quanto gli incontri precedenti avevano messo in evidenza un certo equilibrio di valori, accentuato dal calo dei Budriesi nelle ultime gare disputate. E’ cosa nota come in queste occasioni una buona preparazione psicologica valga più di quella atletica e si deve dare atto all’allenatore Bottazzi di aver creato nell’ambiente la giusta carica nervosa per la massima resa degli atleti. Il Budrio si è presentato smanioso di battere questa « Candy » e sicuro delle proprie possibilità; non fa testo il basso punteggio del primo tempo, (26 a 24) dovuto  a precipitazione nel tiro in fase conclusiva e non a mancanza di gioco. Nel secondo tempo, messa da parte ogni preoccupazione ed incitati da numeroso pubblico presente, i Budriesi mettono al sicuro il risultato in dieci minuti di gioco brillantissimo recuperando il misero svantaggio e portandosi in testa. di 8-10 punti.

Inutili a questo punto i continui cambi operati nello schieramento della Candy, come pure inutili si sono dimostrati i falli commessi per interrompere il gioco. Quest’ultimo tentativo ha portato alla giusta espulsione di due giocatori della Candy e nessun pericolo ha più minacciato la supremazia Budriese fino al fischio finale (68 a 60) cui ha fatto seguito una pacifica e gioiosa invasione di campo per festeggiare i vincitori.

Fra i maggiori artefici di questa brillante vittoria indichiamo l’americano Jon Waibel migliore in campo, nonostante le assillanti ed irregolari marcature a Zanolini, Parenti, Dalfiume, Vecchi (del resto comprensibili) degli avversari.

Alla legge della “5 Ocarine” non è sfuggita la vincitrice del girone B. La “Baravelli” e la “5 Ocarine” si sono incontrate domenica al Palazzo dello sport di Bologna per contendersi il Titolo di Campione regionale emiliano. Dopo un inizio equilibrato i Budriesi , più incisivi nel contropiede e nei tiri da media distanza, avevano il sopravvento tecnico e pratico e la partita terminava con il punteggio di 70 a 58. Per concludere, un applauso ai bravissimi atleti e al loro allenatore Bottazzi che si sono impegnati seriamente per tutta la durata del lungo campionato, un ringraziamento  ai dirigenti e tifosi e diamo appuntamento per il prossimo campionato superiore di Serie D».

«Eravamo sempre in assestamento, commenta oggi Fausto Zanolini, che in quel campionato fu autore di canestri entusiasmanti. In pratica l’assestamento voleva dire che non avevamo soldi per permetterci la promozione, cioè le spese di trasferte: il noleggio dei pullman, gli alberghi, i ristoranti…e anche in questo campionato, che ci promosse in serie D, rinunciammo al passaggio di categoria».

Campionato regionale di promozione maschile, anno 1969-70: poveri ma bravi

Dopo la vittoria del titolo Regionale e aver guadagnato la Serie D nella stagione ’68-69, la  Trattoria 5 Ocarine Budrio, deve rinunciare alla promozione per le difficoltà economiche in cui versa la squadra. Tuttavia il nuovo campionato ’69-70 inizia con importanti novità.

Innanzitutto co un nuovo allenatore, Franco Sanguettoli, che a sua volta era stato giocatore nel Gira e nell’Oare, vantando pure qualche presenza nella Nazionale italiana. Da coach, maturerà una lunga carriera nelle serie minori – tra queste la squadra budriese – e in seguito collezionerà tanti successi con il Sant’ Agostino (squadra di serie A che poi venderà il titolo alla Fortitudo) e soprattutto con il Castiglione, portandola dalla promozione fino alla serie B.

Oltre al nuovo allenatore, ci sono anche innesti di nuovi giocatori: Iaci, Verri e i fratelli Bonafede.

Nella partita di debutto del girone B  TRATTORIA 5 Ocarine BUDRIO batte TURRIS-SNAIDERO BOLOGNA 64 – 45 (30-22)

Ecco la formazione della squadra di Budrio e i relativi punti messi a segno: Dalfiume 12, Iaci 13 Buriani 4, Waibel 18, Zanolini 10, Verri 2,

Bonafede Massimo 5, Vecchi 0, Marsigli 0, Bonafede Maurizio 0.

E la sintesi della partita:

La squadra,  davanti al proprio appassionato pubblico e meritata vittoriaa, sia pure con qualche distrazione dovuta alla ricerca della  manovra collettiva, al termine

di un incontro, che se pure non bello eccessivamente, non ha tradito l’attesa della vigilia che lo prevedeva combattuto.

Della Trattoria “5 Ocarine”, oltre al risultato, interessava conoscere e il grado di affiatamento raggiunto dopo gli innesti dei nuovi Iaci, Verri e i f.lli Bonafede.

Al lume di quanto si è visto, va detto che i nuovi, pur non brillando molto, hanno dimostrato di essere utili al gioco di squadra  e certamente lo saranno di più quando l’amalgama della compagine Budriese sarà completata.

I migliori fra i locali Zanolini, Dalfiume, il sempre forte Waibel e l’estroso Iaci.

Per la Turris-Saildero va detto che hanno disputato una gara coraggiosa impegnando l’avversaria anche se il risultato non è mai stato in discussione, fra gli ospiti si è distinto il pivot Tabellini per alcuni spunti individuali.

Campionato 70-71, terza vittoria consecutiva del Budrio

Il 22 ottobre 1970, a Campionato di Promozione appena iniziato, le «impressioni» del dirigente Zanolini Adriano mostrano un profilo piuttosto basso.

«Visto che la ns. squadra in quattro anni di attività  di questo campionato tre volte è risultata vincitrice e una volta seconda, risulterebbe facile pronosticare la ns. vittoria anche per il prossimo torneo – scrive in una circolare il dirigente.

Ma tenuto conto che alcuni atleti, per ragioni di lavoro, non potranno dedicarsi come nel passato, che altri saranno impegnati col servizio militare, ne consegue che fare previsione diventa oltremodo impossibile.

Inoltre ad avvalorare quanto sopra sta il fatto che alcune compagini avversarie, tipo Italmangimi, si sono notevolmente rinforzate, tanto che recentemente ci hanno battuti in occasione di un torneo.

A conclusione – chiosa Zanolini – possiamo affermare che il nostro obbiettivo quest’anno è di giocare un buon Basket, di propagandare la pallacanestro nella ns. gioventù e di soddisfare per quanto possibile il ns Pubblico che ci segue con grande affetto.

Le cose, fortunatamente, non andarono, secondo le modeste previsioni di Zanolini.

«Nella 10° giornata di andata, dopo aver vinto la partita ‘“chiave” di Modena, il Budrio consegue la sua decima vittoria su dieci gare disputate, superando nettamente la tanto temuta Turris-Italmangimi con il punteggio di 97 a 68. Dieci uomini in forma strepitosa, guidati dall’ottimo allenatore giocatore John Waibel, non hanno consentito ai pur bravi avversari di sperare nemmeno per un minuto. Tra questi si è aggiunto il terzo e più giovane fratello Bonafede, di nome Fabrizio.

Infatti i primi dieci tiri effettuati dai budriesi sono finiti tutti a canestro ad opera di Shapira e Buriani…

Il primo tempo terminava con il punteggio di 46 a 35. Nella ripresa, nonostante l’uscita dal campo dell’israeliano Shàpira, i locali aumentavano progressivamente sfiorando “quota 100” ed entusiasmando l’appassionato pubblico presente.

Quell’anno, per la terza volta consecutiva, la squadra budriese vince il campionato!

Titoli e attività ricreativa

Il titolo regionale nel campionato regionale maschile ’70-71, come abbiamo già visto, viene riconfermato per la terza volta consecutiva.

A decretarlo era stata la partita “chiave” disputata domenica 14 marzo 1971 alle 11.00, nella palestra comunale di Budrio. La squadra budriese, prima in classifica, aveva strappato  la vittoria col punteggio di 73 a 68 contro  la “Città dei ragazzi” di Modena, seconda in classifica. A questa erano seguite altre due affermazioni e la sua decima vittoria su dieci gare disputate, superando nettamente la tanto temuta Turris-Italmangimi con il punteggio di 97 a 68, che portò la squadra, ancora una volta, alla serie D.

Quell’anno si cominciò a far pagare il biglietto alle partite in casa. La palestra Comunale era strapiena. Almeno cinquecento tifosi seguivano la squadra la domenica mattina alle ore11:00. Così le 5 Ocarine poterono permettersi alcune trasferte. Ad esempio quelle che, dopo il titolo regionale, la pallacanestro Budrio disputò con le altre squadre che avevano vinto il titolo regionale per il titolo nazionale. La squadra, per veto della Federazione, dovette giocare senza i due stranieri, Waibel e Shapira, e questa esclusione pesò sui risultati poco favorevoli del campionato. Le foto mostrano una trasferta della squadra nella primavera del ’71 a Trieste. Alle trasferte spesso si aggregavano anche i tifosi, che insieme ai dirigenti e ai giocatori avevano creato un gruppo molto coeso. I momenti ricreativi, le feste, le cene erano il coronamento dei momenti di gloria, ma servivano anche per sostenere la squadra nei momenti meno felici.

Quell’anno, per la prima volta dopo la vittoria del titolo regionale, la squadra non dovette rinunciare al salto in serie D.  Finalmente si era affacciato un nuovo, anzi un vecchio sponsor… a sostenere la pallacanestro Budrio nel suo passaggio di categoria.

Nella foto la squadra a Trieste per giocare una partita per il titolo nazionale. Accompagnano i giocatori alcuni tifosi budriesi.

Budrio “serie D”

Nel 1971-72 si apre una nuova stagione per la Pallacanestro Budrio: la serie D.  Finalmente la società può contare su una prima vera sponsorizzazione: la “Supermarket Elettrodomestici”, attuale Comet. Ecco la formazione:

Fiorentini, Veronesi, Caselli, Nannucci, Buriani, Verri, Frezza, Zanolini, Bonafede, Dalfiume

La palestra Comunale, quando la squadra gioca in casa, è gremita.

Forte ormai di un passato “glorioso”, il rettangolo di gioco sarebbe diventato da quel momento il palcoscenico di nuove e gloriose ed invidiabili imprese, che continueranno a scrivere la storia della pallacanestro cittadina e saranno lo stimolo per la nascita di tante altre società  e squadre giovanili.

 

Un pubblico di giovani accorse in grande quantità, attratti dalla novità, affascinati da uno sport che non poteva non affascinare per la sua bellezza. Naturalmente il campo diviene anche un luogo…rumoroso ed il vociare e gli incitamenti al “Budrio serie D”  si spargevano per tutto il centro cittadino!